Chi siamo

Anna Fiorillo

Laureata in sociologia e clown dottore dell’associazione di volontariato “La Compagnia del Sorriso Campania”, Anna Fiorillo è la giovane donna che si cela sotto l’allegra faccia di Muffin. L’abbiamo incontrata per conoscere meglio, tramite la sua esperienza, la gelotologia, parolona difficile e che forse intimorisce anche un po’, ma dietro la quale si cela, come avviene con Muffin, un grande mondo di allegria.

Danda Delfino 

annaokCominciamo con la domanda più banale: cosa è la gelotologia.

La “gelotologia” – (dal greco ghelos, risata) più comunemente nota come “comicoterapia” o “clownterapia”- è una disciplina abbastanza recente, che studia ed usa la risata in funzione terapeutica (sanitaria e sociale). È posta a cavallo tra la medicina, la psicologia, la sociologia e l’antropologia in quanto attraverso l’utilizzo della risata, quindi della comicità, è possibile compiere una “ristrutturazione” delle emozioni dell’individuo da negative a positive. Tale atteggiamento positivo diventerà poi costruttivo, preventivo e riabilitativo nella quotidianità, attraverso i rapporti interpersonali in famiglia, a scuola, a lavoro, ecc.

Andando oltre il semplice apparire, cosa si richiede affinché una persona sia qualificata ad affrontare con competenza la clown terapia?

È fondamentale compiere un percorso di formazione intenso, ricco di attività e laboratori volti alla scoperta del bambino che c’è in ognuno di noi. Non si può pretendere di trasmettere positività se non si è prima positivi con se stessi. Non si può cercare di far ridere qualcuno se prima non si è provato a ridere con noi stessi, di noi stessi. Solo i bambini hanno le risorse per poter ridere e divertirsi senza costrizioni e senza limiti. La formazione permette di comprendere chi siamo, se c’è ancora qualcosa che non siamo riusciti ad accettare di noi e, una volta fatto ciò, convertire quella consapevolezza in amore e accoglienza verso l’altro.

La compagnia del sorriso Campania: una realtà associativa molto importante ma… al momento diciamo “congelata”. Allora, come è possibile dare una mano a rimettere in movimento l’associazione, così che possa tornare ad essere operativa?

Sì, un’attività al momento “congelata” per forze di causa maggiore. I vecchi componenti del gruppo hanno fatto scelte di vita che li hanno allontanati dalle attività associative e poi, geograficamente lontani, cominciava a diventare difficile combinare lavoro, famiglia e volontariato. Tutto questo però fa parte della vita, le cose per fortuna cambiano, e dal cambiamento può far nascere sempre qualcos’altro… per cui sperare e costruire di nuovo.

Io stessa, diventando mamma, ho dovuto mettere da parte una passione che mi ha cambiato la vita, quasi dieci anni fa ormai. Una scoperta, quella della comicoterapia e del volontariato, che ha aperto di fronte a me un mondo nuovo e tutto da esplorare.

Il gruppo diventa fondamentale per portare avanti qualsiasi progetto, le diverse caratteristiche di ognuno danno ricchezza e valore a qualsiasi attività, idea. Dopo il gruppo, è necessario un corso di formazione, per crescere assieme, per sbagliare sempre assieme e per ricominciare… di nuovo assieme. Saranno queste la basi per “scongelare” più che un’associazione, un’ideale di vita comune.

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