Storie

Personaggi: Anna Enrica Lazzerini

annaAbbiamo chiesto ad Anna Enrica Lazzerini di parlare della sua esperienza, per aiutarci a comprendere meglio cosa fa un clown terapeuta.

Nella vita, quando non indosso il naso rosso, mi occupo di yoga: yoga significa unione, dal sanscrito Jui, unire. In pediatria questa unione, che è percorso interiore profondo, avviene attraverso il mio personaggio, il clown Scarpetta, uno dei clown del progetto “Cerotti colorati”, di cui faccio parte dal 2004. Essere clown di corsia, non è solo indossare abiti buffi e proporre gag. Essere clown di corsia significa attivare quella funzione chiamata empatia, quella particolare sensibilità che ci fa porre di fronte all’altro, come se il suo dolore e la sua paura fossero i nostri. Da quel dolore sentito, da quella paura percepita, origina il nostro gioco di trasformazione. Per questo motivo il clown muta nel tempo, e si trasforma negli anni.

Si entra nelle stanze in punta di piedi, quasi invisibili, per recepire il pieno consenso da parte dei presenti. Qualche volta di spalle, perché il naso rosso può far paura ai più piccoli. Il nostro trucco è appena accennato, mai un mascherone. I nostri abiti non sono mai sfarzosi. Talvolta, dobbiamo abbattere la diffidenza, dell’adulto in preda alla preoccupazione, che ci accoglie con riluttanza, come se “non c’entrassimo niente lì, in quel contesto di disagio”. Ma è proprio allora che arriva la mia Scarpetta migliore. Sento, infatti, che la mia funzione è quella di aiutare chi ho di fronte, genitore come me, ad avviare il processo di trasformazione del dolore, della paura, la rigidità e la rabbia che prova, per far sì che si conceda la forza rigenerante del sorriso, della risata.

Creare un momento di gioia e di stupore, trasforma la preoccupazione che anche il bambino sente verso il genitore in tensione. E i bimbi, sono campioni di empatia nei confronti dei genitori! In quell’istante di unione, si crea la risorsa da cui potranno attingere per il resto della degenza. E il nostro gioco, è fatto.

Cosa è “Cerotti colorati”?

È un progetto rivolto a tutti i bambini e bambine ricoverati in ospedale, anche in day hospital, e che si trovano a vivere una situazione di disagio fisico e psichico. Cerotti colorati promuove il diritto al gioco e alla socialità nel contesto dell’ospedalizzazione, dove il bambino interrompe forzatamente il contatto con l’ambiente familiare conosciuto, vivendo l’isolamento proprio della malattia. Le tecniche adottate, sono la clownerie, giocolerie, mini-gag, micro-spettacoli, sculture di palloncini, magia. Cerotti colorati si prefigge l’obiettivo di creare una situazione giocosa, coinvolgendo anche il genitore presente nel reparto pediatrico, creando un momento di leggerezza per abbassare il livello di ansia, migliorando così lo stato d’animo del bimbo e del genitore stesso.

In altre parole, ci impegniamo a rendere più accogliente l’ambiente ospedaliero, allestendo anche mostre, con i disegni fatti dai bimbi e raccolti durante l’anno. Cerotti colorati è nato nel 2002 nel reparto di Pediatria dell’Ospedale di Pescia, dove ha operato fino al 2012. Dal 2011 è presente nella pediatria dell’Ospedale di Pistoia.

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