Formarsi

Il coraggio di essere una farfalla

Persona: il dizionario definisce questo termine come sostantivo femminile che sta a rappresentare la “maschera dell’attore che copriva tutto il volto e variava secondo i caratteri da rappresentarsi […]”. Quanto citato è perfetto per introdurre il senso della riflessione su un libro che ci è piaciuto davvero tanto, Il coraggio di essere una farfalla: fresco di stampa – e ancor più fresco di idee – il libro si presenta a cavallo fra l’essere un vero e proprio saggio, nel senso che prende in considerazione argomenti di grande attualità, e la narrativa diciamo… leggera. Un “leggera” da non intendere come frivola o superficiale, tutt’altro: il definirla leggera vuole essere anzi un apprezzamento, perché la scelta stilistica (che è poi il modo abituale di porsi di Vladimir Luxuria, autrice del libro) dimostra che quando un argomento viene analizzato con intelligenza, con l’appropriatezza della competenze, con la giusta ironia, anche il più difficile dei temi può diventare di larga divulgazione, come narrazione piacevole che induce alla lettura anche i più svogliati. Il libro… trasforma, il disinteresse in attenzione, la disinformazione in cultura: lo vedremmo bene come testo scolastico, magari al posto dei “Promessi sposi”… vogliamo immaginare una Lucia che si ribella alla violenza del prepotente, e magari un Renzo risoluto nel lottare per avere ciò che vuole.

COVER

Stabilito che il tipo di approccio stilistico ci piace, è quello giusto per fare cultura a tutti i livelli, passiamo adesso a considerare i contenuti, non meno interessanti. Tema centrale del libro è la trasformazione, alla quale tutti – quotidianamente anche se talvolta inconsapevolmente – siamo sottoposti. È un mutare difficile da accettare: se non per cattiva volontà sicuramente per indolenza, pigrizia, o anche paura della diversità conseguente al cambiamento. Siamo abituati a indossare i panni (la maschera?) che ci facciano essere ciò che da noi gli altri si aspettano, e questo da un lato ci offre certezze su un piatto d’argento, siamo accettati. Oppure… grida, nel momento in cui il nostro equilibrio emotivo si trova sottoposto a sollecitazioni che creano dubbi, e quindi paura? Sappiamo rispondere alle sfide? Difficile dirlo, visto che è proprio il confronto con noi stessi la prima sfida da vincere: la stessa ad essere ispiratrice, se non addirittura protagonista, di questo libro. Perché qualunque sia il mondo che abbiamo intorno, sta solo a noi accettare ciò che siamo, e combattere per esserlo.

Questo lavoro si apre con un tanto provocatorio quanto vero «Diventerai trans anche tu!», dove il “trans” cui si fa riferimento è prevalentemente legato alle mutazioni che nel nostro corpo avvengono con l’età: quindi con il placarsi dei sensi, l’afflosciarsi delle tartarughe e roba simile, anche se – forse per… deformazione protesica! – saremmo propensi a voler ampliare il discorso sul più vasto mondo delle mutazioni, in atto proprio sul corpo e sul senso di corporeità, anche in conseguenza di problemi clinici. Tema, questo, che essendo di grande portata riprenderemo di sicuro, per disquisire di valori etici, sul rispetto della persona e della vita: intanto, restiamo sul libro e rimettiamo a fuoco l’idea sulla persona – o, meglio, sul genere e sull’identità sessuale di ogni persona – visto che leggerlo significa comprendere un pezzo di mondo che pensiamo di conoscere ma che – se guardato più da vicino, e soprattutto se guidati da chi lo rappresenta – dobbiamo invece imparare a considerare nella sua completezza. Luxuria ci offre l’opportunità di farlo, accompagnandoci alla scoperta del mondo “trans” come Virgilio fece con Dante nel viaggio dall’inferno al paradiso.

Questo è certamente un libro da leggere (vedi NOTE BOOK), avendo l’accortezza di non farsi ingannare – come già detto – dall’apparente semplicità delle parole che gli autori sanno usare abilmente, perché il tema affrontato è profondo: riguarda la Vita, di tante persone.

Danda Delfino

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