Atelier Storie

Come per magia

Abbiamo bisogno – almeno di tanto in tanto – di evocare la magia dei sogni, e lo facciamo incarnandoli in racconti e leggende che, da che mondo è mondo, hanno dato agli umani timori la forma di esseri misteriosi ai quali affidiamo il compito di vigilare su di noi. Si tratta talvolta di vere e proprie divinità, ma spesso anche di spiritelli più o meno benevoli ai quali ci rivolgiamo con reverenziale timore, invocandoli ad assecondare i nostri desideri. Così chiamiamo Folletti e Fate a popolare i nostri sogni nascosti, quelli che se ne stanno zitti zitti in un angolino della nostra anima, ma che qualche volta hanno bisogno di scatenarsi per aiutarci a star bene: sono creature che sempre riescono a destarci lo stupore che serve a mantenere giovane il cuore, ad ogni età.

Assecondando quindi l’eterna dualità insita nell’essere umano, gli spiritelli hanno sempre popolato il nostro mondo, ed anche se con il Medioevo furono cacciati dalla tradizione “istituzionale” restarono vivi nella cultura popolare attraverso la letteratura, che vide fiorire infinite leggende in cui si trovano nel ruolo di protagonisti accanto all’uomo, nelle sue vicende.Snow White background Irrequieti per natura, visto che sono creature dominate dalle forze dell’acqua e del fuoco, i Folletti personificano l’eterna fanciullezza dello spirito umano, aspetto che esprimono attraverso la danza, la musica e… pure con qualche birichinata, di tanto in tanto. Sono esseri incorporei, che secondo le credenze popolari si generavano dall’anima di un defunto, permettendogli di aggirarsi intorno alla sua casa: nelle tradizioni più antiche di parlava per questo di geni domestici, che vivevano accanto all’uomo.

Anche le Fate vivono in mezzo a noi, ed anche loro sono impalpabili e invisibili creature che rappresentano l’Anima vivificata: la civiltà greca ce le ha fatte conoscere come divinità inferiori – ninfe che vivono nei boschi e nelle acque – e punto di origine per una folta schiera di spiriti che nella fantasia popolare, insieme ai Folletti, sono destinate ad alimentare veri e propri miti.

Fate e Folletti si dividono in due grandi schiere, assecondando la vocazione dello spirito da cui si sono generati: esistono infatti fate buone e fate cattive, folletti benevoli e folletti malevoli, ma questo non deve stupirci visto che – nascendo dalla fantasia umana – al pari dell’Uomo, ed insieme all’Uomo, non possono che prendere parte all’eterno conflitto fra opposti, di cui Bene e Male rappresentano i culmini, all’interno di quel fantastico mondo invisibile che scaturisce dalla ricerca di spiritualità. O, meglio, dal desiderio di sentirsi rassicurati, in qualche modo protetti da ciò che più ci spaventa: l’ignoto. Per questo, senza dover sempre scomodare le divinità maggiori, ci sono loro, Fate e Folletti, spiritelli più o meno bizzarri che possono favorire il compiersi dei nostri desideri, oppure scatenarci contro le più improbabili avversità. Ed in alcune circostanze, come ad esempio la ricorrenza di Halloween, prendono forma invadendo le nostre strade, giocano con noi, con le nostre debolezze umane per le quali, volentieri, assecondiamo le loro richieste – Dolcetto o scherzetto? – non volendo provocare la parte molesta della loro indole…

Danda Delfino

POTREBBERO INTERESSARTI

You must be logged in to post a comment.