Storie

Principi e principesse

esternokProbabilmente deve ancora nascere una bambina che, almeno una volta durante i suoi giochi d’infanzia, non sia diventata con la fantasia una principessa, di quelle che vivono in un castello incantato: e prima o poi, sempre nell’immaginazione, a prendere la principessa sarebbe arrivato un principe dalla bianca armatura che, cavalcando il suo fido destriero, ne avrebbe fatto la sua principessa. Qualche volta, però, succede davvero che una bambina viva in un castello, che se proprio non è incantato è comunque reso magico dalla coltre di storia che lo ammanta; poi c’è pure il principe che arriva a prenderla indossando la bianca armatura… anche se si tratta di quella da Ufficiale di Marina! Gli ingredienti, quindi, ci sono tutti per restare affascinati dalla storia della fortezza di Montecarlo o, più propriamente, fortezza del Cerruglio. La rocca è oggi proprietà dei coniugi Valter e Rosanna Menchini, che con grande passione si dedicano ad aprire le porte del loro castello ai visitatori che siano desiderosi di conoscerne più da vicino la storia.

Inutile dire che la Signora Rosanna è la “bambina principessa” nel castello,ROSANNA e suo marito Valter l’Ufficiale di Marina che, dopo averla portata con sé in giro per l’Europa seguendo le “rotte” verso cui lo destinava la professione, una volta congedatosi per la meritata pensione condivide con lei la passione del castello: una passione tanto emozionante quanto impegnativa, che però è per la famiglia Menchini un impegno gradevole da assolvere.

Le notizie sulla storia del Cerruglio si trovano con facilità, però quello che libri e rete non possono raccontare è l’amore con il quale la Signora Rosanna accoglie i visitatori e condivide con loro tanti aneddoti legati alla sua casa, perché tale è la fortezza per lei: fu acquistata dal nonno Egisto Cecchi – tipografo livornese – agli inizi del Novecento, che lì trascorreva sempre il mese di settembre, periodo di caccia – allora – e ancora oggi di vino, perché le vigne intorno a Montecarlo vengono spogliate dei loro grappoli per trasformarli in pregiato nettare. Il nonno morì giovane e sua figlia – la mamma della Signora Rosanna – si dedicò a mantenere viva la sua volontà, rendendo un pezzo alla volta la fortezza sempre più bella, solida e accogliente. BOSSO ARANCEIl giardino all’italiana, dove fra le siepi di bosso si affacciano gli alberi con le arance amare e vellutati cespugli di rese, furono voluti proprio dalla figlia di Egisto, alla quale tutti dovremmo esser grati per la serenità che si percepisce trascorrendo un po’ di tempo nel giardino, in compagnia di quella bambina che, ormai donna, con i suoi ricordi ci permette di essere, per un po’, come le principesse della fantasia infantile.

Danda Delfino

 

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