Formarsi

Gli amori briciola: quando le relazioni sono asciutte

AMORIDIBRICIOLA“Di questo mi vorrei occupare: della necessità per ciascuna persona di imparare a difendersi meno per poter entrare in rapporto con l’altro, per accettare di farsi contaminare dalle emozioni e dagli accadimenti della vita, per apprendere dall’esperienza”

U. Telfner

Umberta Telfner, didatta della Società Italiana di Psicologia e Psicoterapia Relazionale (SIPPR) e della Società Italiana di Ricerca e Terapia Sistemica (SIRTS) e psicoterapeuta della coppia e della famiglia, torna a scrivere di relazioni. Ci aveva intrigati con “Ho sposato un narciso. Manuale di sopravvivenza per donne innamorate”: letto, sottolineato, commentato, prestato da chi si è riconosciuta nell’altalena emotiva che si sperimenta nella relazione affettiva con un narciso. (Non lo avete letto? Correte ai ripari! Procuratevene una copia! Tra gli addetti ai lavori in quanto esperti e appassionati del femminile animo umano è un testo fondamentale!). 

Adesso abbiamo l’occasione di scandagliare i “briciola”. Chi sono costoro? In che modo organizzano le relazioni, una volta superata la fase dell’innamoramento? “Ossessivi, responsabili e adulti, prevedibili, razionali, sposati con il lavoro. Stentano a entrare in una relazione, a farsi perturbare, ma se ciò accade possono comunque svincolarsi quando vogliono, non toccati dall’altro. Oppure offrono poco al partner, aspettandosi che l’altro non apra mai la crisi, che li accetti così come sono e li lasci vivere nel loro isolamento”.

Seduce di loro la razionalità, il pensiero fine e astratto, il pragmatismo. Autonomi, bisognosi di solitudine e dei propri spazi, spesso realizzati professionalmente. Autarchici nel senso che sono talmente autonomi che sembrano bastare a sé stessi, imperturbabili. Nei primi periodi di un rapporto possono anche apparire molto intensi, Amanti appassionati finchè l’altro rimane “a distanza di sicurezza”. Ecco, il concetto che riecheggia nelle pagine del libro, man mano che scopriamo questo tipo di relazioni, è “distanza”. La relazione funziona (e può essere anche molto appagante) finchè l’altro non si avvicina, non chiede conferme, non esprime i propri (legittimi) bisogni di intimità, condivisione, continuità. A quel punto… puff! il “briciola” si ritira, se non addirittura scompare. “Io ti tocco e tu scompari”, scriveva un’amica via sms ad un uomo briciola con cui aveva una relazione fatta di periodi felici, allontanamenti, sparizioni, ricomparse e via a ripetersi il ciclo.

Li avete riconosciuti? Vi siete rispecchiati? Ognuno di noi ne ha incontrato almeno uno (si spera non una collezione!), qualcuno di noi lo è stato in alcune circostanze, qualcun altro lo è “di professione”. Uomini e donne sposati con il lavoro, o con la famiglia di origine, presi sempre da tanti altrove che concedono poco all’altro, se non briciole, appunto. La Telfner parla di persone e relazioni asciutte, di tirchieria emotiva. Quando la relazione inizia a richiedere tempo, bisogni, quotidianità, si annoiano e non sanno fermarsi; più si sentono tampinati, più scappano lontano, inafferrabili.

Che fare, dunque? Il punto di partenza da cui avvia la riflessione della Telfner è la criticità/complessità dei rapporti di coppia del nostro presente, che “rischiano di rimanere rinchiusi in circuiti di produzione-consumo. (…) L’intimità dura fino a quando dura l’innamoramento e si rischia di cercare, quando ci si sofferma, solamente i lati positivi della relazione oppure tutto ciò che non funziona nella propria coppia, con una incredibile paura di deludere e di deludersi”.

Ogni coppia ha un proprio equilibrio dinamico e non ha senso parlare di “amorometro”, il sentimento non può esser pari, a volte si ama di più, a volte di meno. La relazione è una danza e ognuna segue ritmi diversi, a volte più incalzanti come una milonga, altre volte più dolci come un valzer.

Il punto è: come si sta in questo equilibrio? La Telfner infatti, come a suo tempo per i narcisi, non demonizza i briciola a prescindere, né si avvicina alla letteratura accusatoria che vuole mettere le donne contro gli uomini e viceversa. Anzi, crede nel dialogo tra maschile e femminile, e dalle sue pagine si sente. La relazione con un briciola può essere anche più che soddisfacente per chi ha altrettanti altrove sui cui investire oltre alla relazione, condizione ideale per un altro/a briciola, per chi basta a sé stesso e si fa bastare quanto dato (consultare il paragrafo “Come si convive con un briciola”).

La relazione è una danza e per ballare bisogna essere in due, possibilmente allo stesso ritmo, o ad uno molto simile. Se io sto ballando a ritmo di milonga e il mio partner segue i passi del valz, temo che verrà fuori un pastrocchio, e uno dei due si farà male. Perché si resta impigliati nei briciola? Vi lascio alla lettura del libro, ricco di storie di vita vissuta. Ma vi anticipo che, sì, anche in questo caso, la Teoria dell’Attaccamento la dice molto lunga!

Valentina Panella

                             NOTE BOOK

Titolo

Gli amori briciola: quando le relazioni sono asciutte

Autore

Umberta Telfner

Editore

Edizioni Magi

Prima edizione

2013

Pagine

144

Genere

Saggio

Prezzo di copertina

€ 15,00

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