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Due partite

Delicatamente carica di una forza tutta al femminile, del tipo che solo la complicità fra amiche sa dare: questa è l’essenza di “Due partite”, film in cui i sentimenti si alternano dando vita ad un caleidoscopio di emozioni che riproducono l’anima di una donna.

È ambientato nello stesso scenario – un salotto – in cui si alternano due generazioni di amiche, ma dove in realtà si perpetua un rituale incardinato sulle stesse problematiche, ieri come oggi: locandinaDuePartitea distanza di 3 decenni, infatti, i dialoghi fra amiche racconteranno sempre storie di rimpianti, tradimenti, illusioni infrante, aspettative disilluse, sogni destinati a non realizzarsi.

Negli anni Sessanta, a ritrovarsi ogni giovedì intorno al tavolo del soggiorno per la partita a carte sono Gabriella, Sofia, Beatrice e Claudia: fra loro non ci sono segreti, e alternando alti e bassi di umore si tengono saldamente per mano, consapevoli di poter contare soltanto sulla reciproca solidarietà di donne deluse da un rapporto coniugale immutabile, da relazioni consacrate con i voti matrimoniali che le inchiodano nei loro ruoli. Intanto, nella stanza accanto, le loro figlie – Cecilia, Giulia, Rossana e Sara – giocano, imparando ad interpretare i ruoli tradizionali cui sono destinate: e lo spettatore, pur percependo fra le madri un fremito di ribellione per progettare un futuro migliore per le bambine, le ritroverà ormai donne mentre negli anni Novanta, riunite nello stesso soggiorno – muto protagonista rinnovato solo negli arredi – confessano rinnovati rimpianti e timori.

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Sono otto belle figure di donna per comporre un universo completamente al femminile, interpretato da otto straordinarie attrici del nostro cinema: il film è l’adattamento del testo teatrale di Cristiana Comencini, che con questa storia ha costruito un ponte fra due generazioni di donne, con il quale la figura maschile viene privata dello spessore che l’uomo abitualmente si arroga, semplicemente ignorandolo. L’uomo non c’è, salvo comparire nei dialoghi fra le amiche: l’attenzione dello spettatore è tutta per loro, orientata a rivalutare il modo in cui per la donna continuano a perpetrarsi – speso ancora drammaticamente – cliché statici, seppure riferiti a tempi fra loro distanti.

È un film struggente, ma assolutamente piacevole grazie alla bravura di interpreti che hanno saputo dare il meglio di loro. La scena finale racchiude il senso di tutto questo, complice anche la straordinaria voce di Mina, vero e proprio mito degli anni Sessanta.

 

Danda Delfino

                                                           Fotogrammi tecnici

Titolo

Due partite

Regista

Enzo Monteleone

Anno

2009

Interpreti principali

Le madri: Margherita Buy (Gabriella), Paola Cortellesi (Sofia), Isabella Ferrari (Beatrice), Marina Missironi (Claudia)

Le figlie: Carolina Crescentini (Sara), Valeria Milillo (Cecilia), Claudia Pandolfi (Rossana), Alba Rohrwacher (Giulia)

Nomination

Nastro d’Argento

2009

  • miglior produttore a Marcho Chimenz, Giovanni Stabilini e Riccardo Tozzi
  • migliore attrice non protagonista al cast femminile
  • migliore scenografia a Paola Comencini
  • migliori costumi a Marina Roberti

Nomination David di Donatello 2009

  • miglior trucco a Vincenzo Mastrantonio
  • migliori acconciature a Ferdinando Merolla

 

 

 

 

 

 

 

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