Atelier Storie

Gli allenamente

“Niente come la lettura di un libro, nell’apparente quiete e nel silenzio può dischiudere in modo imprevedibile la vista di nuovi orizzonti di vita.” Tullio De Mauro

Possiamo imparare a conoscerci meglio attraverso le pagine di un romanzo? La letteratura può essere di aiuto alla psicologia? E ancora, i libri possono essere degli strumenti per migliorare le nostre competenze emotive?

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Credo che ogni appassionato lettore, facendo riferimento alla propria esperienza, possa annuire di consenso a tutte e tre le domande. A molti sarà capitato, leggendo un libro particolare in un particolare periodo della propria vita, di riconoscersi in qualche passaggio, scoprendo delle sfumature di sé. E quante volte regaliamo un libro, scegliendolo tra tanti, proprio per mandare un messaggio specifico a quella persona lì… Per dirla con le parole di Erri De Luca, i libri da sempre hanno rappresentato una possibilità di spostamento, un mezzo di trasporto per esplorare altri mondi e sé possibili, degli “altrove” che nella vita reale possono essere desiderati ma anche temuti.

Ecco dunque che un (buon) romanzo ci consente di uscire dagli schemi, esplorando il possibile “in sicurezza”, attraverso fantasia e immaginazione. Non solo. Se sono ormai noti i benefici della lettura sulla plasticità cerebrale (leggere infatti rallenta notevolmente il declino cognitivo), è stato di recente approfondito il legame tra narrativa e empatia.

L’empatia è la capacità di comprendere lo stato d’animo e le emozioni dell’altro (“come se”), nella consapevolezza che tale stato emotivo sia diverso e separato dal proprio. Essa è in grado di creare un forte legame interpersonale che va oltre il “mettersi nei panni di” e si avvicina all’“essere con” ed è una competenza relazionale (social skill) fondamentale.

L’empatia è infatti una delle abilità che sviluppiamo fin da piccolissimi per relazionarci con gli altri e che fanno parte della “Teoria della Mente”, ossia la capacità del bambino di attribuire stati mentali (pensieri, intenzioni, emozioni) a sé e agli altri (differenziandoli), e di prevedere, sulla base di tali inferenze, il proprio ed altrui comportamento. Insomma, un vero e proprio dispositivo per leggere nella mente degli altri! Come fare per allenare questa capacità? Niente di più facile: la teoria della mente e l’empatia si ereditano con la cultura, in particolare con la lettura!

Valentina Panella

Per saperne di più:

Bal P.M., Veltkamp M. (2013). How Does Fiction Reading Influence Empathy? An Experimental Investigation on the Role of Emotional Transportation. PLoS ONE 8(1): e55341

Heyes C.M, Frith C.D. (2014). The cultural evolution of mind reading. Science 20 Vol. 344 no. 6190 

 

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