Comunicare

Con-tatto

Quando qualcosa ha il significato di metterci in relazione con il mondo, anche i termini che ne derivano offrono una molteplicità di visioni, di spunti per giocare con le parole. Volete qualche esempio? Eccoli qua!

Finger pushing a virtual button on a touch screen interfaceCon il termine “tatto” si indica uno dei 5 sensi, quello che grazie a fibre nervose (cioè dotate di terminazioni sensoriali, non arrabbiate!) manda al cervello i segnali su ciò che il corpo percepisce: queste sono presenti in particolare concentrazione sui polpastrelli. Ovvio, no! Non è infatti con la mano che possiamo riconoscere forme, o avere informazioni su oggetti che gli occhi vedono e le narici annusano?

Si dice “con tatto” quando vogliamo esprimerci su un’azione non tanto riferita ad un oggetto materiale in sé, bensì ad un atteggiamento che riguarda il modo in cui rivolgiamo ad una persona, o ad un oggetto: con tatto significa che facciamo qualcosa con un garbo che denota rispetto, o con la delicatezza che siamo soliti riservare ad un oggetto fragile e prezioso, o con la prudenza necessaria a non generare in altri situazioni per loro potenzialmente dolorose. Il tatto diventa così un riguardo, che si ha per qualcosa o per qualcuno.

C’è poi il “contatto”, vale a dire l’espressione che indica quando due corpi fra loro si toccano, o fisicamente (quindi unendo due oggetti – la mano tocca la bottiglia, oppure l’elettricità passa attraverso il cavo conduttore… generando contiguità), oppure quando si stabilisce una relazione che non comporta contiguità fisica bensì una relazione estranea all’uso del tatto, se non per la necessità di avvalersi di oggetti (dispositivi mobili di vario genere, oppure un apparecchio elettrico come radio o TV) che generano un contatto: “Qui Mare della Tranquillità… base Houston, mi sentite?”… così, per fare un esempio certamente noto!

Bene, abbiamo giocato un po’ con la parola (con)tatto, ed abbiamo visto che, in definitiva, proprio qui sta il nocciolo della questione: questa digressione è nata partendo dal termine tatto, ovvero quel senso che guida le nostre azioni, e lo fa molto più di quanto possiamo consapevolmente immaginare. Quel tatto ci permette di afferrare un oggetto, percepirlo nella forma e nel peso, calibrarne l’uso per ottimizzarne le funzioni… Quel tatto che la moderna tecnologia lavora per ricreare nelle protesi robotiche ad uso umano e che non è fantascienza ma una realtà a portata di… mano!

Danda Delfino

 

 

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