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Due, quattro, sei… pronto a camminare?

Ogni genere di attività motoria porta beneficio , si sa: è un discorso che vale sempre, ma se durante le fredde giornate d’inverno siamo talvolta un po’ pigri nell’assecondare questa voglia di benessere, certamente i primi segnali della bella stagione che avanza ci inducono a star fuori un po’ di più. Magari godendoci la compagnia del fedele amico a quattro zampe. Consapevoli di questo, dobbiamo però anche renderci conto che esistono alcune regole – bon ton a sei zampe? – per far sì che una passeggiata in gruppo (magari appositamente pensata per umani e cani, come ad esempio quella organizzata da Impronte nell’anima nel marzo 2016), possa non degenerare in situazioni antipatiche… ecco allora alcune brevi riflessioni, per evitare le più frequenti criticità.

Se i cani tra loro non si conoscono, occorre prestare molta attenzione, sia al contatto tra i pelosetti sia a quello con i bipedi in loro compagnia: soprattutto bisogna fare attenzione ai bambini, per natura piuttosto vispi, che con il loro comportamento esuberante potrebbero agitare il cane.

In caso si passeggiate “a sei zampe”, sarebbe opportuno organizzare qualche incontro preventivo, per parlare del rapporto corretto uomo-animale: ognuno ha le sue abitudini consolidate con il proprio 4 zampe, e non sempre di facile condivisione con altri.

I cani vanno socializzati: infatti, non tutti sono abituati a stare in gruppo, e durante le passeggiate a sei zampe le persone chiacchierano tra loro, si rilassano mettendo talvolta il cane un po’ in secondo piano… ma non va bene!

L’umano deve sempre mantenere un comportamento assertivo e autorevole col cane, affinché questo obbedisca e sappia stare al suo posto: ma sappiamo che non è sempre così. C’è chi tratta i propri cani come fossero bambini, viziandoli esageratamente, mentre altri, in passeggiata, si fanno portare dal compagno cane, invece di condurlo… insomma, non bisogna mai dare per scontato che tutti i partecipanti si trovino sulla stessa lunghezza d’onda, sia per abitudini sia per correttezza. È un po’ come se portassimo in passeggiata i nostri bambini: c’è chi va d’accordo subito, chi si scontra, chi vorrebbe correre e perdersi, chi ha genitori presenti e attenti e chi invece è come non li avesse con sé…

Di solito, il percorso che faremo in gruppo non è quello dove abitualmente si passeggia con il nostro cane, quindi per lui è tutto nuovo: luoghi e odori sconosciuti che lo stimolano a ispezionare il territorio! Fra i “gitanti” non dovrebbero esserci femmine in calore (gli organizzatori dovrebbero stare molto attenti a questo), ma una femmina potrebbe essere passata da lì lasciando una suadente scia che i cani si fermano ad annusare… e tentano di cambiare sentiero per seguire gli odori da cui sono attratti. Anche in questo caso, è fondamentale l’attenzione dell’umano che, senza innervosirsi, deve autorevolmente tenerlo a bada.

Se non può essere presente un educatore cinofilo come supervisore, è bene non creare situazioni di competitività (per esempio dare cibo o premietti al cane, oppure tirare fuori la palla, la treccia o il frisbee…) per mantenere l’attenzione del cane su di sé: in questo modo si potrebbero dare stimoli agli altri cani, generando una non opportuna competizione di gruppo.

Infine, è indispensabile cogliere (e quindi conoscerli preventivamente) tutti i segnali di eventuale stress da parte del cane, così da evitargli forti tensioni che potrebbero compromette non tanto la buona riuscita della passeggiata, bensì proprio la sua salute. Per esempio la coda tra le zampe, lo sbadiglio, il non voler procedere sono soltanto alcuni degli indiatori per capire che il cane non è a suo agio, e quindi sarà meglio allontanarsi dal gruppo. Così come può essere negativo (pur trattandosi di un discorso soggettivo, che varia da cane a cane) il fatto di metterlo in luoghi affollati, in luoghi in cui non possa fare una bella corsa, in luoghi troppo caldi o troppo freddi… ci vuole equilibrio.

Per concludere, dicendola in altre parole, sarebbe proprio opportuno imparare a conoscere i quattro zampe. Opportuno e doveroso, visto il tanto amore che costantemente e generosamente sanno darci!

Marta Viappiani

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