Atelier Comunicare

Comunicare: un problema di numeri?

Anche coloro che con la matematica non hanno un rapporto eccellente, e ai freddi numeri preferiscono la ricchezza del lessico, non possono esimersi dal fare due calcoli se vogliono meglio comprendere e farsi comprendere. Cominciamo così col “dare i numeri”, sulle parole che compongono una lingua: noi italiani, ad esempio, possiamo disporre di un ampio vocabolario, composto complessivamente da circa 47.000 vocaboli, di molti dei quali ignoriamo serenamente l’esistenza. Nel quotidiano, infatti, ci limitiamo ad usarne poco più di 7.000: e gli altri, vi chiederete, dove son finiti? Nella maggior parte dei casi “gli altri” sono termini sconosciuti in quanto molto specifici, ed il cui uso è di conseguenza privilegio di pochi addetti ai lavori: medici, giuristi, ricercatori… e così via.

Ai comuni mortali, però, quelle 7.000 parole sono più che sufficienti per esprimere correttamente ogni loro pensiero: pensate, ad esempio, che quel po-po-di-capolavoro-letterario che sono “I promessi sposi”, è stato scritto usandone più o meno 9.000! E di storie ne racconta, eccome!

Le circa 7.000 parole del vocabolario comune (di cui grosso modo 2.000 “fondamentali”, le altre di vario diverso genere) amplificano la loro portata lessicale perché interagiscono con altri termini, diventando così occasione per personalizzare una conversazione. Ma è qui che possono arrivare delle complicazioni, in quanto non sempre il significato di un termine, seppure di uso comune, è inteso correttamente: basta la diversa intonazione di una parola per modificare il senso di un costrutto, allo stesso modo in cui è sufficiente variare di poco il linguaggio abitualmente utilizzato da una persona per metterla fuori gioco in un dialogo. Sfumature lievi a volte, veri e propri abissi altre, legate ad abitudini e stili di vita, a diversità culturali e generazionali… ma il fraintendimento è sempre in agguato, a scardinare la proprietà di conoscenza ed uso del linguaggio.

Aggiungiamo che – quando si tratta di oralità – alcuni studi hanno stabilito che fra il dire e… il capire c’è di mezzo il comunicare, allora veramente diventa necessario avere le idee ben chiare su cosa vogliamo dire ed a chi ci rivolgiamo, se vogliamo essere compresi.

Danda Delfino

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