Atelier Formarsi

Una gran bella famiglia

Quella delle Fagacee è una famiglia piuttosto interessante, fatta di “bella gente” – ad esempio i faggi, che le danno il nome – ma anche altre piante tipiche delle foreste temperate dell’emisfero boreale come querce, arbusti e… pure lui, il Castanea, ovvero il castagno, pianta straordinaria per la nostra alimentazione – ma non solo per questa – e della quale c’è molto da raccontare, visto che stiamo parlando di un albero che si offre completamente a noi – salvo che per il riccio contenente i frutti – con grande generosità.

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Legno e corteccia sono apprezzati per le loro proprietà astringenti, utilizzate in decotti dove immergere mani e piedi, o per bagnare le ferite. Inoltre, il legno è solido e buono per farne mobilio e accessori di arredamento.

Con le foglie si fanno tisane lenitive per la gola, e sempre le foglie sono usate per preparare i necci, con i testi. La raccolta delle foglie avviene in estate, quando sono verdi, e con uno spago si infilano vicine al picciolo, facendone “collane” da seccare all’aria.

Pur non essendo api – che dai fiori succhiano il nettare trasformandolo in un miele dal gusto amarognolo – possiamo utilizzare anche le infiorescenze che, in giugno, rendono inebriante l’aria del bosco di castagni. 

Pianta generosa, il genere Castanea comprende diverse specie fra le quali la Castanea sativa è quella diffusa in Europa. Le altre sono la Castanea pumila – o castagno americano, che si trova nel Nord America – e la Castanea crenata – o castagno giapponese –  tipico dell’Asia. Fra tutte le specie l’asiatica è la più resistente ai parassiti che abitualmente affliggono il castagno provocando il mal d’inchiostro ed il cancro della corteccia. Per questo motivo, l’asiatico è stato utilizzato per incrociarlo con le altre specie, allo scopo di renderle più resistenti. Quello di cui ci occuperemo più a fondo è ovviamente il castagno europeo, perché sono i suoi frutti ad arrivare sulle nostre tavole, e ad essere lavorati o cucinati in mille modi.

Non dimentichiamo, poi, che il castagno è generoso anche per lo spettacolo di colori che offre in autunno, quando le sue foglie cominciano a lasciare il verde e brillante abito estivo per indossare colori più caldi, come un vivace giallo, un bruciante marrone, un avvolgente rosso: quando cadranno, stenderanno nel bosco un soffice tappeto che durante l’inverno diventerà nuova terra fertile, dalla quale sgorgherà la nuova vita che… i ricci del castagno, schiudendosi, hanno disperso fra le foglie caduche. Il riccio è la “casa” che ospita il frutto durante tutta la sua crescita, custodendolo fino al momento in cui, pienamente maturo, deve prendere la sua strada nel bosco. Ecco che siamo ad ottobre, arrivano le castagne e si va nel bosco a raccoglierle per rallegrare il focolare con una pentolata di ballotti o una spadellata di frugiate, o anche per riempire il metato e, non appena saranno seccate, trasformarle in farina per essere cucinate in mille modi.

Danda Delfino

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