Storie

Bianco o rosso, ma non è vino

L’abete rosso – o Peccia (Picea excelsa) – ha foglie a sezione quadrangolare sparse tutte attorno ai rami: chiamato anche abete di Moscovia o di Germania, arriva a far svettare la propria chioma – a forma piramidale – fino ad altezze dai 25 ai 40 metri. Da marzo a giugno fiorisce, ed il suo frutto è una pina pendula a squame persistenti e con semi alati: l’abete rosso forma boschi naturali molto estesi nelle aree montane alpine – fino ai 2000 metri di quota – e si trova anche nell’Appennino, dove è stato piantato. Dalla corteccia di questo albero – praticando delle incisioni – è raccolta una resina che, una volta lavorata, diventa la pece di Borgogna, utilizzata nella trasformazioni industriali. Il legno dell’abete rosso è apprezzato per la realizzazione dei mobili: dalle radici si estrae anche l’acido abietinico, e con le loro fibre in alcuni paesi del Nord Europa si ricavano cordami molto resistenti.

RAMETTO ANTICO

L’abete bianco – Abies pectinata o alba – ha le foglie piane, un po’ ristrette alla base e disposte in due serie: volgarmente conosciuto semplicemente come abete – nostrale o comune – come il rosso ha forma piramidale ma diversamente da questo può arrivare a raggiungere i 60 metri di altezza. Anche lui fiorisce in primavera, ed il suo frutto è una pina eretta, di forma cilindrica allungata che arriva a dimensioni di 14-20 cm. L’abete bianco è pianta originaria dei monti dell’Europa centrale e meridionale, che in Italia si trova sulle Alpi, sull’Appennino e sui monti della Sicilia. Il suo legno è meno resistente di quello del rosso, ed il suo uso è di conseguenza riservato a lavorazioni meno pregiate. Anche dalla resina del bianco si ricavano prodotti come essenza di trementina o acqua ragia.

Abete rosso e bianco sono soltanto i generi più conosciuti di questa pianta, che conta una varietà molto consistente di altre specie, utilizzate a scopi ornamentali.

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