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Segni di nuovo

Quando un sassolino inizia a rotolare lungo un pendio, non può sapere se la sua corsa si arresterà presto, fermata da una buca del terreno, oppure se il capitombolare smuoverà così tanto la terra su cui passa da fargli prendere via via più forza. Nessuno lo sa – né il sassolino, né chi lo vede – anche se, osservandolo con attenzione, magari sarebbe possibile anticiparne gli esiti.

Siamo partiti da un esempio molto forte, però perfetto per introdurre l’argomento su cui vogliamo richiamare la vostra attenzione, il cambiamento. Talvolta repentino – a seguito di un evento improvviso, traumatico e difficile da prevedere – altre volte è invece rappresentato dal lento mutarsi di un ordine, non improvviso e, anzi, anticipato da segnali, magari appena percettibili, ma significativi e allo stesso tempo premonitori e promotori di un “nuovo”, non necessariamente negativo.

Il mutamento sociale, che tutti coinvolge, riguarda la rivalutazione dell’ambiente fisico in cui viviamo e strettamente legato a quello dell’ambiente culturale e simbolico che lo rappresenta con il suo vasto contenitore di “segni significativi” (quindi parole, espressioni, modi di fare…) che permettono di dare un senso alle nostre manifestazioni di pensiero. Ecco allora che sapersi guardare intorno, per cogliere i segnali del cambiamento, permette di scegliere fra la possibilità di mantenere un contatto attivo con il mondo, oppure vestire i panni degli inquisitori pronti a puntare l’indice contro il nuovo, per condannarlo a prescindere. La prima soluzione, certamente più impegnativa, richiede di mettersi in discussione, quindi fa paura.

Aprirsi a noi stessi è la sfida più ardua che possiamo lanciare: richiede di mettersi in discussione, quindi fa paura. Il nuovo che avanza e apre un varco nell’anima la mette a nudo, la rende fragile, le impone di comprendere.

Guardare noi – e il mondo che ci accoglie – secondo una prospettiva di “resilienza sociale” permette di comporre le diversità, perché accettiamo la diversità partendo dal nuovo che in ciascuno di noi alberga: ci apriamo al confronto per andare oltre, verso la pacatezza della serenità, che segue il nuovo.

Alessandra Chirimischi

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