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Viva in Giappone

È possibile fotografare l’entusiasmo? A quanto pare… sì! O, almeno, è riuscita a farlo Rossella Baldecchi, sulla spinta dalla curiosità che la contraddistingue. Una curiosità sana, da intendere nel senso migliore del termine perché scaturente sia dal desiderio di comprendere il mondo con sguardo oggettivo, sia dalla sensibilità di comprenderlo con la passione di chi è capace di intravvedere l’aspetto migliore in ogni cosa.

Tutto è iniziato con l’invito ricevuto da Rossella Baldecchi per esporre alcune sue opere in una galleria a Tokyo, proposta interessante che non si è fatta sfuggire! Poi, visto che il Giappone non è proprio dietro l’angolo, ha pensato bene di cogliere l’occasione per una bella vacanza in quella terra tutta da scoprire. Un’esperienza esaltante, che ha raccontato in Viva in Giappone, un meticoloso reportage che l’artista ha realizzato dopo aver assaporato il viaggio attimo dopo attimo, assecondando ogni sfumatura sensoriale: vista, udito, gusto, olfatto, tatto sono raccontati con la stessa emozione che abitualmente mette nel rifinire una sua opera d’arte. Ma fa parte di lei, della rispettosa curiosità che la contraddistingue e che vediamo perfettamente documentata dalle tante immagini che compongono il libro, a dimostrazione di come questa donna sappia cogliere, valorizzandolo con la stessa cura che riserva nel dare gli ultimi tocchi di pennello ai suoi quadri, ogni minimo particolare. E sono proprio quei piccoli dettagli a fare la differenza, a distinguere chi questa vita la trascorre e basta da chi, invece, la vive nella pienezza di ogni sfumatura, persino la più lieve, percettibile solo a uno spirito elevato, abituato alla bellezza.

È proprio questo che il libro mette in risalto, la bellezza della diversità quando scandita dal rispetto per gli altri e per le cose appartenenti a una comunità, collocando l’umanità davanti a un confronto dove non ci sono persone migliori o peggiori, bensì persone e il piacere di conoscerle.

Nel caso di Viva in Giappone la narrazione iconografica è consolidata dalla piacevolezza di un testo semplice, così immediato da farti pensare di avere l’autrice seduta accanto a te in salotto, a sorseggiare una tazza di tè verde mentre racconta la sua bella avventura. Un testo semplice ma dove – di nuovo! – la cura dei dettagli fa la differenza: questa volta è scandita dalla scelta di accompagnare i termini più esotici con gli ideogrammi della lingua originale. Rossella ha fatto suo un po’ di Giappone, che pian piano nella sua anima sta germogliando come fosse una piantina di bambù per generare nuova bellezza da portare in questa parte di mondo.

Danda Delfino

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