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La versione di Fenoglio

Si fa presto a dire “giallo”… anche se il libro di cui stiamo per parlare risponde pienamente ai criteri letterari che questo genere prevede, ovvero una narrazione su misteriosi delitti e indagini poliziesche, strutturata per creare una suspense tale da tenere il lettore inchiodato al libro, e col fiato sospeso. Il fatto è, però, che definire “giallo” La versione di Fenoglio è un modo riduttivo di presentarlo. Certamente il suo autore, Gianrico Carofiglio, molta ispirazione l’ha trovata nella sua esperienza di magistrato, resta chiaro dalle numerose citazioni della legge, che danno valore all’operato del protagonista, carabiniere ormai vicino alla pensione.

A colpire di più, però, è il costante richiamo a ciò in cui tutti ci troviamo – o dovremmo trovarci – coinvolti: la quotidianità, le cose che abbiamo intorno, ciò che diamo per scontato e che, invece, meriterebbe più attenzione. A fare splendidamente da spalla a Fenoglio è Giulio, un giovane rampollo di buona famiglia: si incontrano durane la fisioterapia, e fra un esercizio e l’altro diventano amici, anzi complici in una ricerca introspettiva che sbalordisce per chiarezza e obiettività, e che mette il lettore nella posizione di porsi molte domande.

Lo fa proponendo insolite chiavi di lettura: per esempio l’investigazione – vale a dire il lavoro che Fenoglio ha svolto per tutta la vita – si presenta per quello che realmente è, una vera e propria arte in cui non c’è spazio per alcun limite, a cominciare dalla superficialità. Ricorda, di conseguenza, che siamo tutti pessimi osservatori, prima di tutto di noi stessi. E, ancora, ricorda che le indagini non son procedure lineari bensì “Il risultato investigativo – ma in realtà più in generale la nostra comprensione delle nostre esperienze – dipende da un procedere per tentativi”: in fondo, aggiungiamo noi, non è esattamente ciò che facciamo quando la nostra vita viene buttata all’aria da un fatto doloroso? Anche questo ci insegna il “giallo”, fa parte della finalità narrativa riportare ordine dove qualcosa ha provocato disordine, a ripristinare le regole: ciascuno ha le sue “Alcune hanno senso, altre meno. Ma tutte insieme servono a farci funzionare, a farci tirare avanti.”

La versione di Fenoglio è un libro che offre molto al lettore, che certamente esce fortificato dalla lettura. È un libro scritto con appropriatezza, con la competenza di chi sa rendere piacevole anche l’argomento più ostico perché lo conosce bene. È un libro che, nonostante lo spessore del contenuto, sa offrirsi con pacatezza, a tratti con leggerezza, quella data da una pennellata “rosa” nelle vicende di un carabiniere gentiluomo.

Alessandra Chirimischi

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