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Un vero amico: Tambi

Ora vi accenno ad una storia, che può essere quella di tanti altri naturalmente, ma che ha un senso particolare inserita in questo spazio dedicato alla pet therapy: il fine è quello di comprendere sempre meglio di cosa stiamo parlando, come utilizzarla al meglio per noi stessi e arrivare a comprendere come tantissime persone già usufruiscono di questa terapia – trovando calma e serenità – senza nemmeno sospettarlo!

TAMBIOK1E’ stato preoccupante il periodo nel quale la mia nipotina di soli 4 anni si portava a passeggio il nostro amato Tambi: pensate ad una bimba di 15 kg che, con una leggerissima capezza, portava a spasso un cavallo di 7 quintali! Si guardavano negli occhi, lei gli allungava la manina, lui l’annusava e abbassava il collo per arrivare alla sua altezza e poter ricevere le coccole tanto desiderate sul muso e sul collo. E rimanevano così per ore, senza muoversi o parlare, né fare altro!

Col tempo la mia nipotina ha imparato a spazzolarlo, lavarlo con la canna e la schiuma, asciugarlo, pulirgli gli zoccoli, pettinargli la coda, fargli le trecce e lui, senza mai farle uno scherzo o uno scatto che potesse preoccuparci o spaventarci, stava fermo e immobile a farsi toccare e coccolare prendendosi quei quintali di coccole che solo una bimba che lo ama così tanto, gli sa dare.

Il loro è davvero un rapporto che definirei “magico”, che dura negli anni e ancora persiste: lei sale sulla sella e insieme vanno a fare brevi passeggiate intorno alla scuderia, ad ogni compleanno si invitano le amichette a fare un giro sul Tambi, e per la bimba è lo stimolo per prendere tante lezioni di equitazione in vari maneggi attorno alla città per diventare sempre più brava per il suo Tambi.

La mia nipotina è felice e serena quando è con lui: anche a scuola, che è per tutti i ragazzini un momento impegnativo e a volte pesante, riesce meglio se ha in programma di andare dal suo Tambi il successivo week end. Quando è con lui, gli sussurra nell’orecchio tante dolcezze, gli porta carote, lo accarezza dolcissima ed è come se si “caricasse di energie” o “facesse il pieno della benzina necessaria” a proseguire un iter scolastico difficilino, e tutti quei  piccoli o grandi conflitti da affrontare con amiche.

Ciò che ho appena descritto è il profilo di un normalissimo cavallo che, come tanti altri, vive nella Valle dei Cavalieri (colline nel parmense). Tambi è un cavallo davvero fortunato: ha un padrone che trascorre tutto il suo tempo libero con lui amandolo, curandolo ed accudendolo sempre, in qualsiasi stagione e con qualsiasi tempo.

Tambi è in buona compagnia: nella scuderia, oltre a Tambi, vivono una decina di altri bellissimi cavalli e puledri – che la mia nipotina conosce uno per uno – un cane, Brilla, splendido pastore della Valbona che si diverte a farsi lanciare palline ed a fare altri giochi, alcuni gatti che, insieme, formano una splendida arca di Noè! Mai litigi, sempre sereni e tranquilli nel loro lento trascorrere del tempo intercalato dalle visite per la pulizia dei box, la distribuzione del cibo, l’igiene personale, il maniscalco, il veterinario…

Ed ora veniamo all’altro punto cruciale, il motivo per cui vi ho raccontato la storia di Tambi: quando il suo padrone, un paio d’anni fa, ha subìto un intervento chirurgico molto importante, è stato proprio l’amore per il suo cavallo che gli ha permesso un recupero rapidissimo dai postumi dell’operazione stessa. Infatti, in men che non si dica ed in barba a tutte le  previsioni dei medici, questo signore ha lasciato l’ospedale per correre a vedere come stava il suo Tambi.

Quindi: chi ama chi? Ama più Tambi il suo padrone o viceversa? E, se non è pet therapy questa, cos’altro è? Come possiamo definire un rapporto così stretto tra un uomo e un cavallo che arriva a “curare” le ferite non solo del corpo ma anche le preoccupazioni della mente e dello spirito?

Marta Viappiani

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