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Etica naturalistica: dove risiede il bello?

Se fatichiamo a rintracciarlo dentro e attorno a noi, in quale direzione dovremmo cominciare a guardare? Chi ha la fortuna, più o meno quotidiana, di vivere tra la natura sa che rintracciarlo non è difficile. Basta imparare ad osservare, in silenzio, la Natura, così intrisa di armonia e nel contempo di poliedricità. Nella Natura il concetto di ‘essere’ si amalgama meravigliosamente a quello di ‘apparire’; non nel senso di una sterile messa in scena, bensì di un naturale trasferimento di impulsi e di stimoli. Ed è come se la natura dicesse: prima di apparire si deve essere. Perché un fiore abbia quel colore, quella forma, il sole deve aver agito sulle sue radici; perché le foglie cadano a terra la forza del vento deve aver soffiato sulla pianta.

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La Natura appare così poiché è così. Energie sottili, e più possenti, la muovono dall’interno, trasformandone i contorni e l’essenza, i colori e la forma. E in questo interscambio continuo la Natura diviene anche maestra, oltre che madre. Si fa un gran parlare del curarsi secondo natura. Ma cosa s’intende di preciso? Natura e modernità sono realtà contrapposte o, in qualche misura, conciliabili? E’ possibile curarsi secondo natura pur non rinunciando a quei piccoli vezzi quotidiani che da sempre ci elargiscono piacere: ad un po’ di trucco, per esempio; ad un tacco che ci slanci, o ad un profumo discreto. Ciò che conta è l’anteporre la Vita di ogni essere vivente alle nostre esigenze, privilegiando così la bellezza profonda da cui genera quella che dimora in superficie. Compiere gesti etici anche nello scegliere un profumo, un mascara, un vestito, un alimento, fa parte di questo atteggiamento; come vedremo più avanti.

Coco Chanel sosteneva che “una donna senza profumo è una donna senza avvenire” e in questa sua frase divenuta ormai storica, così intrisa di ironia, c’è sottinteso lo sfizio del prendersi cura di sé, come elemento tutt’altro che irrilevante. Profumo e identità sono a certi livelli la stessa cosa. Il profumo ci sa raccontare, intimamente, meglio di mille parole o di un’attenta biografia. Attraverso quella commistione di aromi ognuno di noi si presenta al mondo, dichiarando la sua esistenza interiore, ed anche le sue aspettative nei confronti del mondo stesso. E’ un universo suggestivo, quello degli aromi, che fonda le sue radici nella notte dei tempi, ma è altrettanto ‘suggestivo’ avere la certezza che quello che ci mettiamo addosso, ogni giorno, non abbia recato danno alcuno ad altre vite. Un profumo sperimentato sugli animali si porta dentro, a livello esoterico (in ogni sua goccia) lo strazio di quel dolore. E, nessun prodotto si amalgama a noi, divenendo parte ‘di noi’, della nostra pelle, come il profumo. Nessun altro cosmetico sa restituire al mondo il nostro esserci aromatico. Dunque, non lasciamo che la scia del nostro profumo lasci traccia di dolore.

Teresa Giulietti

 

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