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Menta: più cuore o più ragione?

Iniziamo a parlare di menta, ponendoci un quesito: rappresenta un punto di rottura fra mente e corpo, o possiamo considerarla loro anello di unione? Il dubbio è legittimo, se pensiamo che fra le tante origini attribuite al nome “menta”, due in particolare stimolano la fantasia da cui la domanda scaturisce. Secondo alcuni, molto romanticamente, è ricondurre alla ninfa Mintha, la divinità dei fiumi che – dopo aver fatto andare Proserpina su tutte le furie perché il suo sposo Plutone si era invaghito della giovane fanciulla – fu trasformata per la gelosia in umile pianticella. Altri invece, molto più razionalmente, ritengono che “menta” derivi dal mens-mentis latino, nella convinzione che la pianta elargisse in abbondanza i suoi benefici al cervello, fortificandolo nelle sue potenzialità. 

Per trovare risposta ciascuno, a suo piacimento, segua la via del cuore o quella della ragione… come altrettanto a piacimento ci troveremo a utilizzare le meravigliose foglioline della menta, pianta generosa che si presta ad accompagnare molti cibi: suo grande merito, in cucina, è infatti quello di esaltare il gusto che accompagna, si tratti di verdure crude o cotte come di frutta e dessert. Schermata 2015-07-16 a 10.53.16In ogni caso, valorizza il gusto con la giusta riservatezza, non si impone ma con gran discrezione amplifica i sapori nella loro piacevolezza. L’avete mai provata con le fragole o con il pompelmo, o, meglio ancora, in una bella macedonia? Se la tritate con lo zucchero potete usarla per condire qualunque alimento dolce. Ma, allo stesso modo, se la spolveriamo tritata fresca sulle verdure grigliate, oppure se la passiamo con la purea di melanzane, e poi in salse, aperitivi, tisane… riusciremo sempre ad ottenere un bell’effetto!

foliascontQuesta ecletticità è probabilmente legata al fatto che di menta (pianta appartenente alle Labiate, famiglia cui appartengono molte erbe ricche di olii essenziali come ad esempio basilico, melissa, origano, rosmarino, salvia, timo) ne esistono una quarantina di varietà, così che è diffusa in ogni parte del mondo – cucine comprese! – dove sparge benevoli effluvi di fragrante bontà: sempre presente sulle tavole del mondo arabo, è protagonista in svariati piatti della cucina cinese e vietnamita, ma non manca di completare, come dicevamo prima, i piatti semplici e pure quelli più elaborati di ogni piatto in cui sia usata.

Se molteplici sono varietà, univoche diventano le virtù che la menta porta in dote, a cominciare dal fatto che è facile da coltivare: molto duttile, richiede che lo spazio scelto per piantarla sia prima ben pulito dalle erbe, poi cresce espandendosi senza difficoltà. Altrettanto agevolmente può essere coltivata in vaso che, avendo l’accortezza di riporre in un luogo riparato e coprendolo per preservarlo dagli eccessi invernali, ci permetterà di raccogliere le fresche e profumate foglioline tutto l’anno. Per farne cosa? Ciò volete, la menta ha ben pochi confini: volendo rispolverare i cosiddetti “rimedi della nonna” possiamo applicarla sulla pelle sfruttando le sue qualità anestetiche per lenire contusioni, infezioni, infiammazioni e dolori locali. Per lo stesso motivo è un valido aiuto per l’igiene orale: gli sciacqui con la menta sono adatti ad attenuare dolori gengivari, oltre a lasciare freschissimo l’alito. Ma queste verdi foglioline sono anche alleate dell’apparato digerente, favorendo la digestione.

Per concludere, e con l’intento di sciogliere il quesito iniziale, possiamo solo invitarvi a fare spazio a questa preziosa amica, accogliendo il messaggio di affetto e le preziose virtù con le quali sa rallegrare corpo e cuore!

Danda Delfino

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