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Addolcire sì, ma…

Che si tratti di superare la tanto temuta “prova-costume” – quando la bella stagione bussa alle porte ed il vestiario inizia ad alleggerirsi mettendo in evidenza le eventuali rotondità ben celate e coccolate da maglioni e cappotti durante l’inverno – oppure della necessità di controllare l'alimentazione per motivi di salute, è comunque bene rivedere i propri comportamenti alimentari, senza dimenticare che per perdere peso senza perdere la salute è necessario rivolgersi ad un esperto che sappia formulare un piano alimentare corretto e, di conseguenza, veramente efficace.

A prescindere o meno dalla dieta, un aspetto importante nel controllo dell’apporto calorico risulta essere il modo con cui si zuccherano cibi e bevande. Il sapore dolce, origine di piacevoli e gioiose sensazioni, si ottiene come ben sappiamo mediante due tipi di sostanze: i dolcificanti artificiali e quelli naturali.

aspartameI dolcificanti artificiali comprendono l’aspartame, la saccarina, il ciclammato ed altri: hanno un potere dolcificante molto più elevato dello zucchero comune, così da poter conferire dolcezza anche se usati a dosi molto basse. L’apporto calorico, alle dosi di utilizzo, risulta irrilevante per tali prodotti, che hanno il vantaggio di non far incrementare i livelli di glicemia. In passato venivano molto pubblicizzati come vantaggiosa alternativa allo zucchero; successivamente, i numerosi studi scientifici che nel tempo ne hanno messo in risalto gli effetti collaterali (come ad esempio la tossicità e, in alcuni casi, la cancerogenicità) hanno imposto la definizione di limiti raccomandati di assunzione giornaliera. Un altro aspetto negativo di alcune di queste sostanze è un retrogusto dalle note poco gradevoli.

I dolcificanti naturali invece, tra i quali annoveriamo lo zucchero comune ed il miele, ma anche il fruttosio, il sorbitolo, lo xilitolo ed altri, hanno il vantaggio di essere sostanze presenti in natura e prive degli effetti collaterali e a lungo termine dei prodotti di sintesi. La controindicazione principale dei dolcificanti naturali risulta essere il notevole apporto calorico e l’influenza sulla glicemia e trigliceridemia, anche se nel caso del miele e del fruttosio risultano meno marcati. Un caso a parte è costituito dall’estratto di stevia, una pianta proveniente dal l’America del Sud da cui si ricava un dolcificante che non apporta calorie né influenza la glicemia. L’uso di questo estratto, molto diffuso in America e in Giappone, è stato introdotto in Europa da pochi anni e ha avuto ultimamente una larga diffusione.

Schermata 2015-04-09 a 21.20.10Entrambe le classi di dolcificanti presentano pro e contro. Se decidiamo di assumere i dolcificanti artificiali per la loro assenza di influsso sulla glicemia, è necessario attenersi rigorosamente al di sotto delle dosi consentite; se si ricorre ai cosiddetti “prodotti light”, edulcorati con dolcificanti artificiali, risulta spesso difficile, tra compresse per il caffè, biscotti, marmellate e dolciumi vari, rendersi conto della quantità che si assumono nell’arco della giornata.

Se invece si preferisce ricorrere agli zuccheri presenti in natura, privi di effetti collaterali se non quelli dovuti al loro apporto calorico, meglio optare, se abbiamo problemi di sovrappeso o se dobbiamo tenere sotto controllo la glicemia, per gli zuccheri grezzi o per il miele, i cui costituenti vengono assorbiti più lentamente dall’organismo. Il miele è inoltre ricco di vitamine, sali minerali e antibiotici naturali, rappresentando per questi motivi un alimento molto utile e benefico per il nostro organismo.

Per concludere con un motto che ci viene dal passato, possiamo affermare che la regola principale dell’uso dei dolcificanti sia, benché siano cose dolci… cum grano salis

Ilaria Barghini

 

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