EXTRA

Piccoli talismani

Alcuni le paragonano alle labbra suadenti di una giovane fanciulla, e le giovani fanciulle giocano con loro appendendole alle orecchie come fossero preziosi rubini. Altri alimentano il loro mito elevandole a frutti benedetti da Venere quali baci di innamorati, mentre la pianta favorisce gli amori dichiarati sotto le sue fronde. Frutto saporitamente sensuale, la ciliegia si racconta con la delicatezza dei suoi petali color rosa pallido, che accendendosi nelle tinte forti del frutto diventano una storia mutante, trasformandosi talvolta in frutto del peccato, prendendo altre volte le sembianze simboliche di omaggio ed esaltazione della bellezza femminile.CILIEGIEFIRMA

Il ciliegio è perciò prima di tutto una leggenda, arrivata fino a noi dal Medio Oriente grazie al palato fine dei nostri avi Romani che – per nostra fortuna! – la diffusero per le terre dell’Impero. Colombo e successori fecero il resto, così che oggi il ciliegio ed i suoi preziosi frutti si trovano in molte parti del mondo. È una pianta che porta con sé storie affascinanti, seppure razionalmente smontate dai botanici nel momento in cui ne hanno ridotto la suadenza a meno nobile rango, con la classificazione del ciliegio al genere dei prugni: nella varietà Prunus avium, dalla quale derivano le varietà comunemente coltivate a frutto dolce, ed in quella Prunus cerasus cui fanno riferimento tipologie di ciliegia più acidula, come le visciole o le amarasche.

Sotto un profilo alimentare la ciliegia è ricca di zuccheri facilmente assimilabili (luvulosio, o fruttosio), vitamina A (cui con il carotene deve la colorazione rossa), ed è anche una buona fonte di potassio e vitamina C, calcio e ferro: una vera prelibatezza per il palato, un’ottima alleata per la salute. Per quest’ultimo aspetto non dimentichiamo che delle ciliegie è possibile consumare anche il picciòlo, utile nel controllare la diuresi: possiamo essiccarlo e metterlo da parte per la stagione fredda, quando lo consumeremo come tisana. Inutile aggiungere che la ciliegia rende il meglio di sé quando la mangiamo fresca, di stagione (vale a dire nel periodo di maturazione che va da maggio ad agosto, a seconda del tipo di pianta e delle zone in cui cresce), ma ciò non toglie che si possa apprezzare in moltissime altre maniere: sotto spirito, sciroppata, trasformata in gelatine o confetture, essiccata o candita… in ogni caso, sarà sempre un gran piacere da gustare.

Danda Delfino

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