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Cuore d’Africa

È nel cuore dell’Africa tropicale che affondò in origine le sue radici, espandendo il fusto in una sorta di grande abbraccio che, pian piano, si è allargato ovunque ci fossero terre soleggiate pronte ad accoglierlo. Al tropico africano cresce ancora in maniera spontanea, ma iniziò ad essere coltivato sin dal tempo degli antichi Egizi, spandendo poi i suoi “tentacoli” verso tutto il bacino del Mediterraneo. Il Citrullus lanatus è una pianta erbacea i cui “frutti” (in realtà falsi frutti, come tutte le bacche carnose) possono essere di forma diversa (tondeggiante, ovale o allungata), sono conosciuti in Italia da noi con vari nomi: più diffusamente anguria nel nord, cocomero al centro e mellone d’acqua (per distinguerlo dal più comune melone giallo, Cucumis melo) al sud. La parola acqua evoca i ricordi di quando, watermelonnon disponendo ancora del frigorifero, i cocomeri si mettevano a mollo in una tinozza, oppure nella vasca di una fontana zampillante, così da mantenerne la temperatura fresca e gustarne ancora di più la polpa, dissetante e saporita. 

Una succulenta polpa vermiglia, da gustare se vogliamo consumare un pasto estivo rinfrescante e dietetico: composta al 90% di acqua, contiene in buona dose la vitamina A (quindi carotenoidi e antiossidanti), oltre a sali minerali e fruttosio, con un apporto energetico però non troppo elevato. Sicuramente il cocomero è un’ottima merenda, ma se accompagnato ad altri cibi (perfetti, ad esempio, formaggi freschi conditi con un goccio di olio e un po’ di sale) diventa una simpatica compagnia per la pausa pranzo, adattissima perché sazia senza appesantire.

È anche particolarmente adatto, per il suo elevato contenuto di acqua, a preparare centrifughe e frullati: se vogliamo essere pignoli lavoreremo la polpa dopo averla privata dei semi (e ce ne sono molti, anche 200-250 per un’anguria di buone dimensioni!), ma la scelta è del tutto libera. Infatti, anche i fastidiosissimi (mi sia concesso!) semi fanno la loro buona parte nutrizionale per il contenuto di proteine, zinco, vitamina E, oltre ad acidi grassi essenziali: con una buona centrifuga, conviene lasciarli!

Questa cucurbitacea, come già accennato, è una pianta che cammina, nel senso che il suo fusto strisciante ed i rami di lunghezza generosa (raggiungono i 3-5 metri) possono arrampicarsi o muoversi sul terreno, andando in poco tempo a coprire vaste aree di terreno: i frutti arrivano a maturazione nel periodo estivo, ed è utile saperli scegliere per evitare di acquistarne di poco saporiti o non adeguatamente maturi. Bisogna verificare che la buccia esterna non abbia ammaccature, che potrebbero compromettere la salubrità della polpa.

La “controindicazione” con il cocomero è la sua abbastanza veloce deperibilità, oltre al fatto di non prestarsi troppo – in conseguenza dell’elevata presenza di acqua – ad essere trasformato in confetture e similari. L’unica alternativa è, eventualmente, farne dei sorbetti, anche divertenti da proporre ai bambini come gelato casalingo.

Danda Delfino

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