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Gustoso gioco, in bianco e nero

Il titolo che abbiamo scelto è forse un tantino fuorviante, ma ci è venuto così perché loro, le susine, ben si presterebbero per fare bella mostra su una bella scacchiera ed essere usate pedine della dama: bianche e nere, e immancabilmente gustose, perciò incentivo a vincere. Dama! E me la mangio… 

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Questo pensiero giocoso ce lo hanno dunque ispirato le susine, il frutto del Prunus domestica, albero abbondantemente coltivato nelle aree a clima temperato, in prevalenza europee e statunitensi: poi… zona che vai, susina che trovi, tante sono le varietà nelle quali cresce. Ad esempio, ci sono le Claudia, dal colore tendente al verdastro, o le Santa Rosa, violacee e dal sapore irresitibile. Poi ancora le dolcissime e giallognole damaschine, oppure le succose mirabelle, caratteristiche nella loro buccia gialla sfumata di rosso: ma le abbiamo citate giusto per citare qualche nome. In ogni caso, le susine si riconoscono bene per la buccia che, a prescindere dal colore, una volta lavata e asciugata luccica invitantemente sotto il sole estivo. Dice mangiami!

Le susine – che maturano da giugno a ottobre – sono un’ottima fonte di vitamina A, e sono frutti abitualmente consumati essiccati: in questa veste si chiamano prugne, ed il loro valore diventa di importanza rilevante per il fegato e l’intestino. blufirmaFin dai tempi dei Romani sono noti gli effetti lassativi della prugna, rimedio naturale anche oggi utilizzato per combattere la stitichezza, che diventa ancor più efficace dopo essere stata cotta. La susina fresca, nei Paesi Balcanici, viene abitualmente impiegata nella preparazione dell’acquavite, ma ovunque è, al pari di altri frutti estivi, lavorata per conservarla come confettura, pur restando un ottimo frutto da consumare fresco, a tavola. Abbiate l’accortezza di scegliere le susine più morbide e dal colore ben definito, perché non si conservano a lungo: al massimo dopo un paio di giorni vanno mangiate, quindi meglio acquistarle via via che occorrono.

Danda Delfino

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